Antropologia Culturale deve restare a Scienze della Comunicazione
Interrompo il mio silenzio (casini vari e lavori e progetti nuovi ma tornerò!) per dire una semplice frase
Antropologia Culturale deve restare a Scienze della Comunicazione
L’articolo più razzista del 2007
Un articolo pubblicato sul quotidiano paraguayano ”La Nación” ha ottenuto il poco ambito premio di articolo più razzista del 2007.
Il “riconoscimento” viene dall’Associazione Survival International, che da quasi quarant’anni si batte per i diritti dei popoli ‘tribali’, impegnata nella campagna d’opinione Stamp It Out.
Una lotta quanto mai attuale, se ancora nel 2007 si sono scritti articoli nei quali ci si rivolge ai popoli indigeni definendoli “cancro” della società, “neolitici” e “fuori dal tempo”.
Leggi la versione originale in spagnolo dell’articolo
oppure la traduzione in inglese.
Conversioni religiose pubbliche e scelte private
L’immagine di un Papa - non di un fraticello di parrocchia, ma di un Papa - che battezza un non-cristiano è molto forte e controversa.
Mi ricorda d’istinto i tempi di conversioni forzate e bambini sottratti alle famiglie di “infedeli” e battezzati.
E anche oggi corre il rischio di essere letta, soprattutto in tempi di mass media globali, come una strizzatina d’occhio al marketing religioso.
E la celebrazione pubblica di una scelta di fede, per chi come me crede ancora che la religione sia uno degli aspetti più intimi e privati, non è qualcosa alla quale assisto con piacere.
Eppure sono doppiamente felice per la conversione al cristianesimo di Magdi Allam.
Per lui, come persona. Soprattutto.
E anche perchè questa ha un valore forte come testimonianza. Del fatto che la religione sia innanzitutto scelta e non imposizione. E del fatto che sia importante sostenere la libertà religiosa anche e soprattutto quando questa si scontra con culture e sistemi di fede che la vorrebbero negare.
Non ritengo corretto scrivere, come ho appena fatto, di una scelta così personale, dando interpretazioni e usandola in chiave polemica e politica.
Ma se Magdi Allam ha voluto renderla pubblica mi è sembrato giusto spenderci anche io due parole.
Andrea e il suo amore per la danza
Prima picchiato selvaggiamente dai compagni di scuola perchè sogna di fare il ballerino.
Adesso oggetto di lettere di minacce anonime.
E’ la storia di Andrea, un dodicenne con la passione per la danza.
Ed è la solita vergognosa storia di pregiudizi e bullismo.
Che potete leggere su La Stampa di oggi.
Spagna: l’antisemitismo è quello moderno
E’ stato pubblicato oggi su El Pais, maggior quotidiano spagnolo di orientamento progressista, un editoriale che giudico a dir poco vergognoso (e che potete leggere a questo link)
Nel quale si contesta ad Angela Merkel la presunta ipocrisia di non aver condannato, contestualmente alla Shoah, l’“Olocausto palestinese”.
Non riesco a comprendere come sia possibile che uno dei quotidiani più letti nel mondo, e per giunta di ispirazione socialista, permetta la pubblicazione di tali infamie e falsità storiche.
Come sia possibile che su quelle pagine si arrivi a mettere sullo stesso piano la macchina di morte nazista con la (ovviamene tragica, ma totalmente diversa) realtà di un conflitto mediorientale che solo i più accecati dall’odio e dall’ideologia possono leggere come deliberata politica israeliana.
Non voglio parlare di numeri e di morti, ma solo riflettere su come sia possibile che tutto il conflitto mediorientale venga letto come prodotto “dell’implacabile violenza sionista”.
Chi scrive editoriali deve aver studiato la storia. Non può non sapere che furono i paesi arabi ad attaccare Israele nel ‘48 e che lo slogan “due popoli, due stati” sarebbe stato realtà fin dal 15 maggio 1948 se i leader arabi avessere dato ai palestinesi la libertà di costruirsi una nazione.
Deve conoscere quello che è avvenuto e saper vedere le eventuali colpe degli uni e degli altri.
Deve avere coscienza di cosa significano le parole che utilizza.
Chi scrive editoriali deve sapere che solo i vigliacchi possono usare l’Olocausto per biechi scopi di propaganda politica.
Russia: l’antisemitismo è quello del Medioevo
Nella città russa di Novosibirsk sono stati distribuiti e affissi sui muri centinaia di avvisi nei quali si mette in guardia la popolazione cristiana dai “rischi” della Pasqua ebraica.
“Attenzione genitori russi. Tenete d’occhio i vostri bambini nei giorni precedenti la Pasqua ebraica. Questo popolo disgustoso rapisce i bambini e usa il loro sangue per preparare il loro cibo sacro”, si può leggere sui muri della terza città russa per numero di abitanti.
Non è cronaca medioevale.
E’ cronaca del 2008
Il passato non ritorna. Semplicemente non muore mai.
Purtroppo.
fonte: Ynetnews
Morti 4.000 bambini per aver bevuto acqua non potabile
E’ successo oggi.
Succede ogni giorno.
Pianeta Terra chiama Franco Piperno
“I terroristi? Io penso che sono moralmente delle ottime persone anche se hanno ucciso”.
“E’ una morale di guerra, non esiste solo una sua o una mia morale. La morale è multipla, ci sono persone che vanno a bombardare una città e sono considerate degli eroi e delle persone che sparano su un bersaglio determinato che sono considerate dei criminali.”
Qualcuno spieghi per favore a Franco Piperno che i terroristi (rossi e neri) hanno combattuto una guerra le cui motivazioni esistevano solo nella loro mente (perversa, criminale e antidemocratica).
Grazie.
fonte: Repubblica.it
Ricordiamoci anche della Birmania
Mentre le attenzioni dell’opinione pubblica sono (giustamente) puntate sulla situazione in Tibet, un articolo pubblicato sul sito internet della Bbc ci ricorda che in Birmania la situazione politica è ancora bloccata.
L’inviato dell’Onu in Myanmar Ibrahim Gambar, rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza, afferma che lo sforzo diplomatico in appoggio della democrazia nel paese del Sud-Est asiatico non sta avendo alcun risultato concreto.
Non facciamo distrarre.
fonte: Bbc News
La stucchevole polemica sugli stipendi dei politici
Trovo un pò stucchevoli tutti i discorsi su stipendi e pensioni dei politici italiani.
E i moralistici anatemi che ascolto.
Perchè non c’è dubbio che guadagnino troppo rispetto ai loro colleghi europei e che è scandaloso che i salari dei cittadini italiani siano i più bassi d’Europa mentre le retribuzioni dei politici siano le più alte.
Però sono ben felice che un sindaco o un assessore regionale o un parlamentare o un ministro guadagnino 3, 5 o 10 volte più di me.
Io al momento sono responsabile di un sito internet che si occupa di musica.
E l’errore più grande che possa fare è quello di cancellare per sbaglio tutti gli articoli inseriti.
Un politico invece decide di piani regolatori, asili nido, ospedali. Vota missioni militari e leggi finanziarie. Dalle quali dipendono le vite di migliaia e milioni di persone.
E la loro responsabilità è infinitamente maggiore della mia.
Io faccio bene (o almeno spero) il mio lavoro e quando mi accreditano lo stipendio so di non aver rubato niente.
Se un politico fa bene il suo lavoro forse è giusto che prenda quei soldi.
Se. Ma questo è un altro discorso.
Perchè i miei capi valutano ciò che ho fatto. E se non lavoro bene mi licenziano.
Noi, che siamo i capi dei nostri politici, dovremmo valutare allo stesso modo chi abbiamo eletto.
E in caso mandarli a casa.
Che cosa c’entrano i soldi con la nostra incapacità di eleggere una classe dirigente capace e seria?
E forse è questo il problema più urgente da risolvere oggi!
