Alberto Parisi

“Esci dal tuo destino così come è stato scritto nelle stelle”

Sposerò Perla Pavoncello!

con 4 commenti

Certo, prima di annunciare le nozze forse sarebbe il caso di aspettare di sapere lei che ne pensa, ma senza ombra di dubbio, prima di chiedere a Pier Silvio o a Marina Berlusconi un matrimonio d’interesse, vorrei provarci con Perla Pavoncello.

Non conosco i retroscena dell’intervista, se era “combinata” o meno, né tanto meno posso dire di condividere la sua scelta di campo politico, eppure tra un Pier Silvio che deve tutto al suo ricco e potente papà e una precaria laureanda in Scienze della Comunicazione io d’istinto scelgo la seconda opzione matrimoniale.
E poi Perla è molto più carina e simpatica.

Un’Ansa di un paio di giorni fa riportava la stima della Confederazione europea dei sindacati, per la quale il 14,5% del lavoro nell’Unione europa è precario.
Allora sfoderiamo tutti noi precari l’ormai famosissimo sorriso di Perla, non per cercare mogli e mariti ricchi ma per rimboccarci le maniche in maniera non “piagnona”, e sia da sinistra che da destra incazziamoci per le cose importanti, per fare in modo che quel 14,5% di persone (soprattutto ragazzi) più che precario si senta libero proprietario della propria professionalità.
Politiche fiscali e sociali serie, addio definitivo al mito del posto fisso, investimenti su innovazione e crescita di figure professionali nuove e in grado di concorrere sul mercato globale.
Credo sia l’unico modo per evitarci la tragedia di avere un suocero come Berlusconi.

4 Risposte

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  1. 2604
    Su quanto sopra, non si può che essere d’accordo con te.
    Ma non per il “SOSTENGO” che dai a Ehud Barak, il più corrotto dei politici israeliani.

    Tato

    16/03/2008 alle 9:20 am

  2. mi fa piacere che tu sia d’accordo sull’argomento precari… che ovviamente mi sta parecchio a cuore

    p.s. su ehud barak sai qualcosa che io non so? :-)

    p.p.s. ho visto il tuo blog… sei della nutrita schiera “italiani all’estero?”

    albertoparisi

    17/03/2008 alle 9:52 am

  3. 2604
    Beh, è ovvio che proviamo tutti simpatia per i precari.
    Ehud Barak è stato eletto con i soldi degli ebrei all’estero destinati alle opere di carità. Che male c’è? Beh, immagina che vengo da te con un dossier sulla povertà in Israele e ti spiego che devi assolutamente aiutarmi a finanziare ospedali, scuole, ospizi, distribuzione di cibo, borse di studio, centri di soccorso spirituale, per lottare contro la povertà e la disuguaglianza, eccetera. Commossi, i buoni ebrei all’estero hanno messo mano al portafoglio. Per scoprire mesi dopo che queste fantomatiche associazioni erano paraventi per finanziare la campagna elettorale di Ehud Barak. Il cui programma era esattamente l’opposto: aumentare i privilegi del capitale contro i lavoratori, i ricchi a svantaggio dei poveri, eccetera. Spiace dirlo, ma un partito di sinistra in Israele non esiste. Non che il suo avversario fosse una grande scelta, ma con un budget di 10 contro 1, capirai che le elezioni sono state una farsa. E poiché la corte suprema appoggiava Barak, il processo per questi soldi ottenuti con la frode non si è mai fatto, come sempre quando il potere è apprezzato dalla magistratura. Così ha comprato il potere con un budget elettorale 10 volte superiore al consentito per legge. Con la seconda Intifada, Barak ha giustamente perso la maggioranza ed ha continuato a governare contro la legge (aveva 30 deputati su 120) ma con l’appoggio dei giudici. Nominava nuovi ministri senza farli votare dal parlamento, in cui era assolutamente minoritario (ti ricordi chi aveva fatto passare negli anni ‘20 una legge per governare col 25%?). Quando dicono che Israele è l’unica democrazia in Medio Oriente mi fanno ridere. I giudici fanno quello che vogliono e hanno già messo in galera un ministro a loro inviso senza praticamente alcun capo di accusa. Guarda, se ti dicessi tutto quello che so, non mi crederesti. Un po’ come quando tu vuoi spiegare certi affari italiani ad uno straniero, non ti crederà mai… E se guardi la villa che si è fatto Ehud Barak nel quartiere più chic d’Israele (Kfar Shmariahu) capirai cosa pensa dei poveri e della disuguaglianza, e ti passerà la voglia di metterlo nei links lì a destra…

    Tato

    23/03/2008 alle 12:23 pm

  4. ciao tato
    innanzitutto grazie per la risposta!

    come prima cosa ci tenevo a dirti però che nei link “sostengo” ho inserito politici non perchè siano di sinistra (come non lo sono kasparov o la bonino ad esempio) ma solo perchè ne condivido la visione su determinati aspetti

    per quanto riguarda ehud barak condivido le posizioni di un esponente di punta del laburisti israeliani che come me vuole una soluzione al conflitto mediorientale che non sia un suicidio per israele né esclusivamente il risultato di una prova di forza

    sul fatto che barak sia un politico controverso non ho dubbi
    però non condivido alcuni appunti che gli muovi:

    - i finanziamenti illeciti sono purtroppo un problema serio del sistema elettorale israeliano e lo sono stati anche per altre campagne elettorali: il problema è che pur essendo cambiata nel ‘96 la legge elettorale introducendo l’elezione diretta del primo ministro non è stata adeguata la legislazione che non menzionava esplicitamente i finanziamenti ai leader ma solo quelli ai partiti
    e infatti in quelle elezioni del ‘99 furono 4 i gruppi politici messi sotto inchiesta
    non ho sufficienti informazioni sulla natura di questi finanziamenti a barak e quindi non mi pronuncio su quelli, ma se una democrazia come quella israeliana, con un sistema giudiziario che in moltissimi casi anche recenti si è pronunciato in maniera coraggiosa, ha deciso che non ci fossero gli estremi per procedere penalmente tendo a credere che tali violazioni o non fossero così gravi o che non esistessero

    - per quanto riguarda il fatto che abbia governato “illegalmente” con una minoranza di parlamentari devo correggerti: lo ha fatto – con un governo di minoranza che cmq non è illegale – per poche settimane, in attesa che si svolgessero nuove elezioni nel febbraio 2001
    inoltre con l’attuale sistema il potere esecutivo e quello legislativo sono parzialmente slegati
    il premier viene eletto per voto diretto e ottiene una ratifica parlamentare, e il governo è valido – anche se perde la maggioranza alla knesset – fino a quando il parlamento non vota esplicitamente una mozione di sfiducia
    quindi la democrazia israeliana mi sembra solo formalmente diversa da altre occidentali… ma a me sembra cmq viva e totalmente rispettosa dei canoni di democraticità dei paesi più avanzati

    - il problema della povertà in israele è enorme, come non potrebbe non essere per un paese così piccolo, così popolato e con una tale frammentazione culturale interna, con altissimi tassi di natalità e con un’immigrazione che soprattutto negli ultimi anni proveniva dai paesi ex sovietici
    che tutta la colpa sia di barak mi sembra impossibile dato che ha governato per soli 2 anni
    ho dubbi anche sul fatto che la sua politica fosse di appoggio al grande capitale: più pragmaticamente mi sembra che la sua visione economica fosse quella di una socialdemocrazia moderna che sa che l’unica crescita economica venga dal libero mercato con interventi statali che si devono limitare a redistribuire ricchezze ove possibile e a garantire servizi sociali funzionanti
    Il sistema del socialismo israeliano è poi stato sempre ben diverso dallo statalismo socialista europeo: cooperative al posto della longa manus dei governi
    il sistema comunitario-collettivista è però in crisi profonda da anni e questo impone scelte non nostalgiche ma coraggiose a mio parere

    - per le ricchezze personali di barak che ti devo dire? essendo stato per anni un uomo d’affari mi sembra normale che possa concedersi uno stile di vita elevato
    non capisco come questo lo possa far mettere dalla parte di chi sia nemico dei poveri
    a meno che non si veda la questione in termini di “togliere ai ricchi per dare ai poveri” o “spogliarsi dei propri beni”
    personalmente penso che, per il bene dei cittadini – e della sinistra in italia e in israele – sia meglio abbandonare visioni politiche alla robin hood o alla san francesco e affrontare certi temi in maniera un pò più moderna ed efficace

    detto questo ti saluto
    e alla prossima discussione! :-)

    albertoparisi

    23/03/2008 alle 8:59 pm


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