Alberto Parisi

“Esci dal tuo destino così come è stato scritto nelle stelle”

Archive for the ‘Società’ Category

Antropologia Culturale deve restare a Scienze della Comunicazione

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Interrompo il mio silenzio (casini vari e lavori e progetti nuovi ma tornerò!) per dire una semplice frase
Antropologia Culturale deve restare a Scienze della Comunicazione

Written by ap

02/07/2008 alle 3:39 pm

L’articolo più razzista del 2007

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Un articolo pubblicato sul quotidiano paraguayano ”La Nación” ha ottenuto il poco ambito premio di articolo più razzista del 2007.
Il “riconoscimento” viene dall’Associazione Survival International, che da quasi quarant’anni si batte per i diritti dei popoli ‘tribali’, impegnata nella campagna d’opinione Stamp It Out.
Una lotta quanto mai attuale, se ancora nel 2007 si sono scritti articoli nei quali ci si rivolge ai popoli indigeni definendoli “cancro” della società, “neolitici” e “fuori dal tempo”.

Leggi la versione originale in spagnolo dell’articolo
oppure la traduzione in inglese.

Conversioni religiose pubbliche e scelte private

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L’immagine di un Papa – non di un fraticello di parrocchia, ma di un Papa – che battezza un non-cristiano è molto forte e controversa.
Mi ricorda d’istinto i tempi di conversioni forzate e bambini sottratti alle famiglie di “infedeli” e battezzati.
E anche oggi corre il rischio di essere letta, soprattutto in tempi di mass media globali, come una strizzatina d’occhio al marketing religioso.
E la celebrazione pubblica di una scelta di fede, per chi come me crede ancora che la religione sia uno degli aspetti più intimi e privati, non è qualcosa alla quale assisto con piacere.

Eppure sono doppiamente felice per la conversione al cristianesimo di Magdi Allam.
Per lui, come persona. Soprattutto.
E anche perchè questa ha un valore forte come testimonianza. Del fatto che la religione sia innanzitutto scelta e non imposizione. E del fatto che sia importante sostenere la libertà religiosa anche e soprattutto quando questa si scontra con culture e sistemi di fede che la vorrebbero negare.

Non ritengo corretto scrivere, come ho appena fatto, di una scelta così personale, dando interpretazioni e usandola in chiave polemica e politica.
Ma se Magdi Allam ha voluto renderla pubblica mi è sembrato giusto spenderci anche io due parole.

Andrea e il suo amore per la danza

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Prima picchiato selvaggiamente dai compagni di scuola perchè sogna di fare il ballerino.
Adesso oggetto di lettere di minacce anonime.
E’ la storia di Andrea, un dodicenne con la passione per la danza.
Ed è la solita vergognosa storia di pregiudizi e bullismo.

Che potete leggere su La Stampa di oggi.

Written by ap

20/03/2008 alle 9:01 pm

Barack Obama e la “razza” globale

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E’ stata una giornata fondamentale per la campagna elettorale di Barack Obama. Forse quella decisiva.
Quella nella quale l’aspirante candidato democratica ha dovuto trattare il tema della “razza”.
Lo ha fatto in un discorso al National Constitution Center di Philadelfia.
Non si sa ancora quali reazioni questo discorso abbia suscitato nella “pancia” dell’elettorato americano, ma è da questo discorso che l’America dovrà in ogni caso ripartire nell’affrontare le questioni inter-etniche nazionali.

Sono tanti ormai gli articoli in italiano che riprendono le parti fondamentali di questo discorso, ma nessuno di questi è riuscito a riportare la profondità del pensiero e la visione d’insieme data da Obama alla questione etnico-sociale negli Stati Uniti.
Per questo il discorso di Philadelphia andrebbe letto per intero e in originale, e magari affiancandovi nella lettura anche lo splendido editoriale pubblicato dal New York Times sul “fratello cinese” di Obama.


Il testo del discorso di Obama sulla “razza”

L’articolo “Obama’s Brother in China”

La rinascita dell’Hakoah a 70 anni dall’Anschluss

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Settanta anni fa avveniva l’Anschluss, l’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista.
Era l’inizio della fine per una delle più importanti comunità ebraiche d’Europa, che nel 1938 contava, nella sola Vienna, 180.000 membri, dei quali solo 6.000 sopravviveranno alla Seconda Guerra Mondiale e alla Shoah.

Era l’inizio della fine anche per l’Hakoah, la più grande società sportiva ebraica d’Austria, il cui fiore all’occhiello era la squadra di calcio, che vinse nel 1925 il campionato nazionale.

Nel 1938 tutti i beni dell’Hakoah furono confiscati, e nel 1941 la società fu chiusa d’imperio dai nazisti.
Rinacque alla fine della guerra, ma il suo destino seguì quello della comunità ebraica: il quasi totale oblio.

Ma oggi, a settanta anni da quei tragici giorni, l’Hakoah inizia la “rimonta”: sui terreni che furono confiscati (e restituiti solo nel 2002) è rinato il campo sportivo, in un complesso polifunzionale nel quale la storica società, nata nel 1909, riacquista il lustro che il suo passato imponeva.
Nella speranza che dai 300 soci attuali possano venire fuori nuovi campioni dello sport che contribuiscano a un futuro ebraico anche nelle terre dello sterminio.

fonte: Ynetnews

Written by ap

13/03/2008 alle 4:25 pm

Gli Erasmus stranieri ci danno i voti

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Sta avendo molto risalto sulla stampa nazionale l’inchiesta di Matteo Scarlino, pubblicata da Studenti Magazine, sui “voti” che gli studenti Erasmus danno del nostro sistema universitario (e del nostro paese).
Inutile dire che siamo bocciati praticamente in tutte le materie: in Italia si spende troppo, gli alloggi sono introvabili e carissimi, il sistema universitario ben peggiore di quello dei paesi di provenienza di questi ragazzi, praticamente inutile conoscere l’inglese (perchè nessuno in Italia lo parla e figurarsi se si può utilizzare a lezione o per gli esami).

Però 6 Erasmus su 10 tornerebbero in Italia.
Andando per esclusione si immagina per il clima o per la cucina.

Link: l’inchiesta di Studenti Magazine (Pdf)