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Walter Veltroni è il nostro Berlusconi
Walter Veltroni promette meno tasse. Berlusconi mette in guardia l’Italia e prevede tempi duri.
Questa campagna elettorale mi sta un pò confondendo le idee.
fonte: Repubblica.it
Sposerò Perla Pavoncello!
Certo, prima di annunciare le nozze forse sarebbe il caso di aspettare di sapere lei che ne pensa, ma senza ombra di dubbio, prima di chiedere a Pier Silvio o a Marina Berlusconi un matrimonio d’interesse, vorrei provarci con Perla Pavoncello.
Non conosco i retroscena dell’intervista, se era “combinata” o meno, né tanto meno posso dire di condividere la sua scelta di campo politico, eppure tra un Pier Silvio che deve tutto al suo ricco e potente papà e una precaria laureanda in Scienze della Comunicazione io d’istinto scelgo la seconda opzione matrimoniale.
E poi Perla è molto più carina e simpatica.
Un’Ansa di un paio di giorni fa riportava la stima della Confederazione europea dei sindacati, per la quale il 14,5% del lavoro nell’Unione europa è precario.
Allora sfoderiamo tutti noi precari l’ormai famosissimo sorriso di Perla, non per cercare mogli e mariti ricchi ma per rimboccarci le maniche in maniera non “piagnona”, e sia da sinistra che da destra incazziamoci per le cose importanti, per fare in modo che quel 14,5% di persone (soprattutto ragazzi) più che precario si senta libero proprietario della propria professionalità.
Politiche fiscali e sociali serie, addio definitivo al mito del posto fisso, investimenti su innovazione e crescita di figure professionali nuove e in grado di concorrere sul mercato globale.
Credo sia l’unico modo per evitarci la tragedia di avere un suocero come Berlusconi.
Iran: i potenti vanno con le prostitute, i ragazzi gay al patibolo
Venerdì 14 marzo si vota in Iran per il rinnovo del parlamento. E 43 milioni di cittadini andranno alle urne divisi tra rassegnazione e speranze.
E l’importanza di queste elezioni, parzialmente democratiche come sempre nel paese degli ayatollah, è confermata da due notizie che faticano a trovare spazio sui giornali italiani.
Il capo della polizia di Teheran, Reza Zarei, uno dei cui compiti principali doveva essere quello di “moralizzare la città”, è stato fermato durante un blitz in un bordello della capitale mentre era in compagnia di sei prostitute.
Nelle stesse ore, e con la connivenza della “civilissima” Olanda che ha respinto la richiesta di asilo politico, veniva con ogni probabilità segnato il destino di un diciannovenne iraniano, Mehdi Kazemi, colpevole di un “crimine” che la Repubblica islamica punisce con la morte: l’omosessualità.
Perchè in Iran l’amore a pagamento è praticato dai moralizzatori. Mentre per l’amore vero si paga un prezzo altissimo.
Per salvare la vita di Mehdi Kazemi: EveryOne
