Alberto Parisi

“Esci dal tuo destino così come è stato scritto nelle stelle”

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Conversioni religiose pubbliche e scelte private

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L’immagine di un Papa – non di un fraticello di parrocchia, ma di un Papa – che battezza un non-cristiano è molto forte e controversa.
Mi ricorda d’istinto i tempi di conversioni forzate e bambini sottratti alle famiglie di “infedeli” e battezzati.
E anche oggi corre il rischio di essere letta, soprattutto in tempi di mass media globali, come una strizzatina d’occhio al marketing religioso.
E la celebrazione pubblica di una scelta di fede, per chi come me crede ancora che la religione sia uno degli aspetti più intimi e privati, non è qualcosa alla quale assisto con piacere.

Eppure sono doppiamente felice per la conversione al cristianesimo di Magdi Allam.
Per lui, come persona. Soprattutto.
E anche perchè questa ha un valore forte come testimonianza. Del fatto che la religione sia innanzitutto scelta e non imposizione. E del fatto che sia importante sostenere la libertà religiosa anche e soprattutto quando questa si scontra con culture e sistemi di fede che la vorrebbero negare.

Non ritengo corretto scrivere, come ho appena fatto, di una scelta così personale, dando interpretazioni e usandola in chiave polemica e politica.
Ma se Magdi Allam ha voluto renderla pubblica mi è sembrato giusto spenderci anche io due parole.

La Lega Araba mette il bavaglio ai canali satellitari

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Erano uno dei pochissimi spiragli di libertà d’espressione nella stragrande maggioranza dei paesi arabi.
Ma la censura si è abbattuta, sotto forma di “principi e linee suggerite“, anche sui canali satellitari del mondo arabo.

I ministri della Lega Araba hanno approvato alcune settimane fa tale codice, che in teoria dovrebbe limitarsi a esporre linee guida per una corretta informazione, ma che nei fatti si configura come l’ultima stretta sulla libertà di stampa e d’informazione.

Troppo pessimismo?
Beh, basta leggere il passaggio della norma approvata nel quale si afferma che si potranno sospendere le licenze di trasmissione per chi “offende leader nazionali e religiosi, o simboli arabi”.
Non promette niente di buono.

fonte: El Mundo