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Fayerman: a Roma le elezioni comunali diventano un fumetto
“Roma. Un futuro non troppo lontano. La città sta vivendo un periodo di crisi.”Cominciano così le avventure di Fayerman, il primo supereroe civico a fumetti!
Perchè se hai trent’anni e non sei un uomo di partito, essere eletti in consiglio comunale a Roma è un’impresa da supereroe.
Ce la farà Carlo Antonio Fayer, alias Fayerman, candidato a Roma con la Lista Civica per Rutelli, a strappare la poltrona ai ràs di quartiere e ai boss di partito?
Il finale verrà svelato il 13 aprile, e fino ad allora ci possiamo godere le sue avventure sul sito www.fayer.it
Ciarrapico e Berlusconi: infinita tristezza
Torno a parlare della candidatura di Ciarrapico non perchè non ritenga che ci siano milioni di cose più importanti di cui discutere, ma solo per riportare questa dichiarazione di Berlusconi: “Ciarrapico ci serve. Ci servono i suoi piccoli ma radicati quotidiani”.
Ma Berlusconi non era il politico che da solo avrebbe preso il 51% dei voti degli italiani?
E’ triste vedere un così verticale crollo dell’autostima in un uomo.
Ciarrapico: io voglio che Berlusconi lo candidi!
Sono a favore di una candidatura di Giuseppe Ciarrapico nelle liste della Pdl.
E non lo dico per scherzare o sperando che il polverone sulla sua candidatura tolga qualche voto a Berlusconi.
Penso che il “fascista” Ciarrapico debba essere candidato perchè credo nella democrazia liberale. E ritengo che ogni persona che siede in Parlamento rappresenti la nazione.
Ebbene è giusto che Ciarrapico si candidi e che siano gli italiani a decidere se votare o meno la lista che lo ha proposto per il Senato.
Non ho purtroppo dubbi che saranno ben pochi coloro che “da quella parte” cambieranno idea su chi votare.
Perchè il Ciarra non è un marziano: è parte integrante di questa destra che si professa liberale la mattina e prima di pranzo si è già immersa nuovamente nel populismo, nell’estremismo e nel becero tardo-fascismo.
Non mi piacciono le anime belle della sinistra che oggi si scandalizzano per Ciarrapico e ieri candidavano (o si alleavano) con i Caruso e i Vattimo.
Oggi questi personaggi non sono più con la sinistra democratica che vuole governare l’Italia. Ma lo abbiamo scelto noi, lo hanno scelto i Veltroni e i D’Alema sapendo che in troppi non si sarebbero più turati il naso pur di non vedere Berlusconi a Palazzo Chigi.
Se la destra italiana ancora candida i fascisti, i condannati, i mangiatori di mortadella o gli onorevolissimi sputatori, non dobbiamo scandalizzarci o dare lezioni di bon ton democratico, ma solo darci da fare per batterli.
Senza far finta di non sapere chi è il nostro avversario.
