Posts Tagged ‘politica’
Spagna: l’antisemitismo è quello moderno
E’ stato pubblicato oggi su El Pais, maggior quotidiano spagnolo di orientamento progressista, un editoriale che giudico a dir poco vergognoso (e che potete leggere a questo link)
Nel quale si contesta ad Angela Merkel la presunta ipocrisia di non aver condannato, contestualmente alla Shoah, l’“Olocausto palestinese”.
Non riesco a comprendere come sia possibile che uno dei quotidiani più letti nel mondo, e per giunta di ispirazione socialista, permetta la pubblicazione di tali infamie e falsità storiche.
Come sia possibile che su quelle pagine si arrivi a mettere sullo stesso piano la macchina di morte nazista con la (ovviamene tragica, ma totalmente diversa) realtà di un conflitto mediorientale che solo i più accecati dall’odio e dall’ideologia possono leggere come deliberata politica israeliana.
Non voglio parlare di numeri e di morti, ma solo riflettere su come sia possibile che tutto il conflitto mediorientale venga letto come prodotto “dell’implacabile violenza sionista”.
Chi scrive editoriali deve aver studiato la storia. Non può non sapere che furono i paesi arabi ad attaccare Israele nel ‘48 e che lo slogan “due popoli, due stati” sarebbe stato realtà fin dal 15 maggio 1948 se i leader arabi avessere dato ai palestinesi la libertà di costruirsi una nazione.
Deve conoscere quello che è avvenuto e saper vedere le eventuali colpe degli uni e degli altri.
Deve avere coscienza di cosa significano le parole che utilizza.
Chi scrive editoriali deve sapere che solo i vigliacchi possono usare l’Olocausto per biechi scopi di propaganda politica.
Spagna vs Italia: la movida surclassa la dolce vita
E’ stato pubblicato poche ore sul sito internet del Financial Times un bell’articolo di Gideon Rachman nel quale si analizzano i progressi sociali ed economici della Spagna di Zapatero.
E fin qui nulla di nuovo.
La cosa divertente(?) è che l’articolista del FT sceglie però di scrivere il suo articolo facendo un confronto tra l’Italia e la Spagna, elencando tutti i campi nei quali il paese iberico ci ha surclassati.
E fin qui ci possiamo anche stare.
E’ però la chiusura dell’articolo che mette un pò i brividi: Gideon Rachman avverte la Spagna di fare molta attenzione, perchè ogni ciclo virtuoso è destinato a chiudersi prima o poi.
“E la dolce vita non può durare per sempre”.
In sintesi: il Financial Times ormai considera l’Italia alla stregua all’Impero romano. Un glorioso passato, ahinoi, ormai molto e sepolto.
Allegria!
Fayerman: a Roma le elezioni comunali diventano un fumetto
“Roma. Un futuro non troppo lontano. La città sta vivendo un periodo di crisi.”Cominciano così le avventure di Fayerman, il primo supereroe civico a fumetti!
Perchè se hai trent’anni e non sei un uomo di partito, essere eletti in consiglio comunale a Roma è un’impresa da supereroe.
Ce la farà Carlo Antonio Fayer, alias Fayerman, candidato a Roma con la Lista Civica per Rutelli, a strappare la poltrona ai ràs di quartiere e ai boss di partito?
Il finale verrà svelato il 13 aprile, e fino ad allora ci possiamo godere le sue avventure sul sito www.fayer.it
Sposerò Perla Pavoncello!
Certo, prima di annunciare le nozze forse sarebbe il caso di aspettare di sapere lei che ne pensa, ma senza ombra di dubbio, prima di chiedere a Pier Silvio o a Marina Berlusconi un matrimonio d’interesse, vorrei provarci con Perla Pavoncello.
Non conosco i retroscena dell’intervista, se era “combinata” o meno, né tanto meno posso dire di condividere la sua scelta di campo politico, eppure tra un Pier Silvio che deve tutto al suo ricco e potente papà e una precaria laureanda in Scienze della Comunicazione io d’istinto scelgo la seconda opzione matrimoniale.
E poi Perla è molto più carina e simpatica.
Un’Ansa di un paio di giorni fa riportava la stima della Confederazione europea dei sindacati, per la quale il 14,5% del lavoro nell’Unione europa è precario.
Allora sfoderiamo tutti noi precari l’ormai famosissimo sorriso di Perla, non per cercare mogli e mariti ricchi ma per rimboccarci le maniche in maniera non “piagnona”, e sia da sinistra che da destra incazziamoci per le cose importanti, per fare in modo che quel 14,5% di persone (soprattutto ragazzi) più che precario si senta libero proprietario della propria professionalità.
Politiche fiscali e sociali serie, addio definitivo al mito del posto fisso, investimenti su innovazione e crescita di figure professionali nuove e in grado di concorrere sul mercato globale.
Credo sia l’unico modo per evitarci la tragedia di avere un suocero come Berlusconi.
Iran: i potenti vanno con le prostitute, i ragazzi gay al patibolo
Venerdì 14 marzo si vota in Iran per il rinnovo del parlamento. E 43 milioni di cittadini andranno alle urne divisi tra rassegnazione e speranze.
E l’importanza di queste elezioni, parzialmente democratiche come sempre nel paese degli ayatollah, è confermata da due notizie che faticano a trovare spazio sui giornali italiani.
Il capo della polizia di Teheran, Reza Zarei, uno dei cui compiti principali doveva essere quello di “moralizzare la città”, è stato fermato durante un blitz in un bordello della capitale mentre era in compagnia di sei prostitute.
Nelle stesse ore, e con la connivenza della “civilissima” Olanda che ha respinto la richiesta di asilo politico, veniva con ogni probabilità segnato il destino di un diciannovenne iraniano, Mehdi Kazemi, colpevole di un “crimine” che la Repubblica islamica punisce con la morte: l’omosessualità.
Perchè in Iran l’amore a pagamento è praticato dai moralizzatori. Mentre per l’amore vero si paga un prezzo altissimo.
Per salvare la vita di Mehdi Kazemi: EveryOne
Giornata Internazionale per la libertà d’espressione su Internet
Per il 12 marzo Reporters sans frontières ha indetto una giornata di mobilitazione a favore della libertà d’espressione su Internet.
Sul sito dell’associazione troverete tutte le modalità per manifestare il vostro dissenso contro tutti quei paesi che censurano la rete e imbavagliano le libertà civili
Ciarrapico e Berlusconi: infinita tristezza
Torno a parlare della candidatura di Ciarrapico non perchè non ritenga che ci siano milioni di cose più importanti di cui discutere, ma solo per riportare questa dichiarazione di Berlusconi: “Ciarrapico ci serve. Ci servono i suoi piccoli ma radicati quotidiani”.
Ma Berlusconi non era il politico che da solo avrebbe preso il 51% dei voti degli italiani?
E’ triste vedere un così verticale crollo dell’autostima in un uomo.
Bolzaneto: tutti colpevoli, tutti assolti
“Settantasei anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione: è la condanna complessiva chiesta per 44 imputati nel processo per le violenze e i soprusi nella caserma della Polizia di Bolzaneto, durante il G8 del 2001 a Genova.
Nessuno degli imputati, tra ufficiali, funzionari, medici poliziotti, carabinieri, agenti di polizia penitenziaria, però passerà un solo giorno in carcere in quanto la maggior parte dei reati, tranne il falso ideologico, saranno tutti prescritti nel 2009. In caso di condanna inoltre interverrà anche l’indulto che estinguerà le pene fino a tre anni”.
No comment
fonte: La Repubblica
Ciarrapico: io voglio che Berlusconi lo candidi!
Sono a favore di una candidatura di Giuseppe Ciarrapico nelle liste della Pdl.
E non lo dico per scherzare o sperando che il polverone sulla sua candidatura tolga qualche voto a Berlusconi.
Penso che il “fascista” Ciarrapico debba essere candidato perchè credo nella democrazia liberale. E ritengo che ogni persona che siede in Parlamento rappresenti la nazione.
Ebbene è giusto che Ciarrapico si candidi e che siano gli italiani a decidere se votare o meno la lista che lo ha proposto per il Senato.
Non ho purtroppo dubbi che saranno ben pochi coloro che “da quella parte” cambieranno idea su chi votare.
Perchè il Ciarra non è un marziano: è parte integrante di questa destra che si professa liberale la mattina e prima di pranzo si è già immersa nuovamente nel populismo, nell’estremismo e nel becero tardo-fascismo.
Non mi piacciono le anime belle della sinistra che oggi si scandalizzano per Ciarrapico e ieri candidavano (o si alleavano) con i Caruso e i Vattimo.
Oggi questi personaggi non sono più con la sinistra democratica che vuole governare l’Italia. Ma lo abbiamo scelto noi, lo hanno scelto i Veltroni e i D’Alema sapendo che in troppi non si sarebbero più turati il naso pur di non vedere Berlusconi a Palazzo Chigi.
Se la destra italiana ancora candida i fascisti, i condannati, i mangiatori di mortadella o gli onorevolissimi sputatori, non dobbiamo scandalizzarci o dare lezioni di bon ton democratico, ma solo darci da fare per batterli.
Senza far finta di non sapere chi è il nostro avversario.
Elezioni spagnole: vittoria di Zapatero
Non prenderà la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, ma dalle urne il Psoe di Zapatero esce come trionfatore delle elezioni politiche spagnole.
Dopo quattro anni di governo socialista, gli spagnoli hanno deciso di andare avanti sulla strada imboccata nel 2004.
Una vittoria, quella socialista, che molti si aspettavano, ma che non era scontata.
Perchè fortissima era stata l’opposizione della Chiesa e del Partido Popular di Mariano Rajoy alle riforme civili e scolastiche del governo Zapatero, che allargavano i diritti e rendevano facoltative le “rendite” storiche di cui godeva la religione cattolica.
La Spagna ha però scelto di andare avanti sul cammino della modernizzazione, e non possiamo che essere contenti per questo.
Perchè Zapatero non è il Masaniello ispanico che molti vogliono vedere, ma un leader europeo moderno e non ideologico, guidato dalla consapevolezza che la crescita economica e quella civile vanno di pari passo.
Un vero liberale di sinistra, capace di continuare sulla strada delle liberalizzazioni economiche iniziate da Aznar e di coniugare la tradizionale attenzione sociale ai più deboli con la consapevolezza che solo il libero mercato può creare benessere.
Un vero statista, che si era prefissato il compito di adeguare la legislazione del proprio paese ai cambiamenti e progressi sociali della nazione.
Che ha difeso la sua politica senza cercare scontri ideologici con gli avversari, che non si è lasciato intimorire dagli attacchi dei vescovi sul tema dei diritti civili, sapendo che il suo governo era solo l’espressione della volontà popolare, e che sarebbe stata quella a decidere quale Spagna volevano gli spagnoli.
Gli spagnoli hanno scelto questa Spagna. Quella che noi tutti ammiriamo in vacanza e nella quale quasi ogni italiano vorrebbe vivere. E, verrebbe da dire stasera, a ragione.
